Ancora una volta, giungono le festività natalizie, un momento profondamente religioso che ognuno di noi osserva, a modo suo, recandosi al centro commerciale di sua preferenza.[Dave Barry]

Ogni anno, a Natale, si ripresenta l’incubo dei regali. Si arriva a capire perché Van Gogh – scartati i soliti portafogli, colonie, agendine – alla fine, esasperato, abbia spedito un orecchio a Gauguin.[Romano Bertola, Includetemi fuori, 2003]

Come ogni inverno, sono giunte le feste natalizie comprese del loro carico di contraddizioni. Alcuni di noi si interrogano sul significato di questi giorni: per taluni è una festa religiosa da celebrare, per altri è una scusa per ritrovarsi in famiglia, per molti è un periodo per riprendere il fiato, ma per la stragrande maggioranza è un momento caratterizzato dall’ansia frenetica dello shopping all’ultimo regalo, della preparazione di ricette gourmet e dell’organizzazione dei family tour. Senza contare i secret Santa e le bicchierate con i colleghi, i messaggi d’auguri condominiali e l’inflazionato “a te e famiglia” pronunciato porgendo il solito panettone riciclato. Insomma, ogni anno la stessa storia: tanta euforia dal punto di vista emotivo e, dal punto di vista materiale, la solita macchina capitalistica che si mette in moto, sin da fine ottobre, per manipolare gli acquisti con o senza pandemia, con o senza inflazione ma con scintillanti fiocchi e neve finta (quella vera quest’anno non si vede neanche sulle Alpi!).

La merce entra in scena: lo sottolinea Marx ne Il Capitale , Benjamin nei passages parigini e la nostra esperienza di vita proprio a Natale, la festa della merce. In questo caotico e stressante scambio di auguri e di doni, penso alle famiglie in svantaggio economico, a chi non ha famiglia, a coloro che sono in un periodo di crisi, ai senza tetto, agli anziani, ai malati, alle persone con disturbi psichiatrici, ai carcerati, a coloro che sono costretti a lavorare per chi se la vuole godere. Non sto parlando di categorie di persone che potrebbero soffrire del cosiddetto SAD, ovvero del Disturbo Affettivo Stagionale, classificato in inverno come Christmas blues o sindrome del Grinch, ma di coloro che sono colpiti dagli enormi problemi socio-economici di cui è pervasa la società capitalistica in cui viviamo.

Questa riflessione mi porta a pensare al profitto di pochi ai danni di molti, alla strategica perversione di aver trasformato una festa religiosa, peraltro cara solo ai cristiani, nell’occasione commerciale più remunerativa dell’anno. In poche parole, penso alle contraddizioni legate al Santo Natale che quest’anno reputo ancora più evidenti del solito: nella terra dove è nato il bambino che ufficialmente festeggiamo ne sono morti, negli ultimi due mesi, circa 8000. Ed è solo il bilancio dei bambini, poiché dal 7 ottobre, data dell’inizio del conflitto israelo-palestinese tuttora in corso, nella Striscia di Gaza sono morte circa 20000 persone . La questione mi interroga ancora di più proprio perché si parla dello stesso territorio: Gesù di Nazareth, sia lo storico sia Cristo, nasce a Betlemme, cittadina dell’attuale Cisgiordania controllata e occupata da Israele, a circa 10 km a sud da Gerusalemme (e a 100 km a sud-ovest dalla Striscia di Gaza). Quest’anno il figlio di Dio nasce in guerra sotto gli occhi di tutti i paesi del mondo ma con l’indignazione di pochissime voci. In una piccola chiesa di Betlemme è stato allestito un presepe: Gesù bambino è vestito da una kefia e giace su un cumulo di macerie . È un coraggioso prete che ci restituisce l’immagine più coerente è veritiera di questo Natale: simboleggia tutti quei bambini, quelle donne e quegli uomini che stanno perdendo la vita perché palestinesi. È questo, infatti, il motivo perché muoiono: sono palestinesi che ormai è un sinonimo di terroristi. Anche il buon Gesù morirebbe al posto loro oggi. Sarebbe anch’egli un rifugiato, nel suo stesso paese, in quella striscia di 360 km² in cui nessuno può entrare e nessuno può uscire – un inferno in Terra, anche a Natale.

Non c’è tregua per i palestinesi di Gaza, non solo perché Israele è contrario, ma perché al Consiglio di Sicurezza dell’Onu gli Stati Uniti continuano ad asternersi; una posizione indifendibile che gioca sulla vita di civili innocenti e che, ancora una volta, conferma gli interessi economico-politici degli USA in qualsiasi conflitto mediorientale. Intanto a Gaza non cade la neve ma le bombe, non ci sono regali sotto l’albero ma corpi sotto i palazzi distrutti, non si mangia il panettone ma si fa la fame perché gli aiuti umanitari non hanno il permesso di oltrepassare il confine. Senza considerare che ci sono anche i palestinesi fuori da Gaza, quelli dei campi profughi, quelli che vivono passando tutti i giorni i check point, circondati da coloni israeliani armati. Non siamo solo di fronte alla negazione di innumerevoli diritti inalienabili e universali (per citarne alcuni, il diritto alla vita, alla libertà di movimento, alla sicurezza della propria persona, alla protezione), ma a crimini di guerra e crimini contro l’umanità. In guerra non tutto è concesso: non si possono bombardare scuole, ospedali ed edifici pubblici perché è lì che i civili cercano rifugio; non si possono bloccare gli aiuti umanitari che vengono concessi dalla comunità internazionale; non si possono usare, secondo alcuni criteri stabiliti da accordi internazionali, mine antiuomo, munizioni a grappolo, fosforo bianco, armi chimiche e biologiche. Non basta tutto questo per votare il cessate il fuoco? Non basta tutto questo per smettere di parlare, in tv e sui giornali, in modo improprio e fazioso? È Natale, dovremmo essere tutti più buoni.

A woman arranges an installation of a scene of the nativity of Christ withith a figure “symbolizing baby Jesus lying in his manger amid rubble”, in reference to Gaza, inside the the Evangelical Lutheran Church in Bethlehem in the occupied West Bank on December 6, 2023, a few weeks before Christmas amid continuing battles between Israel and the Palestinian militant group Hamas. (Photo by HAZEM BADER / AFP)

E nell’inconciliabilità della morte in guerra con la presunta festa della nascita e della pace, una notizia rende tutto ancora più delirante: Fratelli d’Italia presenta una legge per impedire che vengano vietate “iniziative promosse da genitori, studenti o da competenti organi scolastici per proseguire attività legate alle tradizionali celebrazioni legate al Natale e alla Pasqua cristiana” come il “presepe, recite e altre manifestazioni”. 

Sono una docente, come tanti nella Redazione di Fedora. La scuola è laica (come il nostro Paese) e libera (come vorremmo che fosse la Palestina). Punto. Se ne dovremmo discutere ancora, per l’ennesima volta e in diverse sedi, lo faremo. Per ora, per tutto ciò che significa, se ancora significa qualcosa, buon Natale a voi (e famiglia!).

Sono gli ultimi giorni dell’anno. Il benessere
accende, verso sera, in tutti gli uomini
una specie di follia: la smania inespressa
di essere più felici di quanto siano …
È sempre una speranza che dà pietà: anche
il piccolo borghese più cieco ha ragione
di averla, di tremarne: c’è un istante
in cui anch’egli infine vive di passione.
E tutta la capitale di questo povero paese
è un solo ansito di macchine, una corsa
angosciata verso le antiche spese
di Natale, come a una necessità risorta.
Potente luce di Luglio, ritorna, oscura
questo debole crepuscolo di pace,
che non è pace, questo conforto ch’è paura:
ridà parole al dolore che tace.
Manda i cadaveri ancora insanguinati
dei ragazzi che hai illuminato potente:
che vengano qui, tra questi riconsolati
benpensanti, tra questa dimentica gente.
Vengano, con dietro il tuo chiarore di piazze
fatte campi di battaglia o cimiteri,
tra queste ciniche chiese dove la razza
dei servi torna alla sua viltà di ieri.
Vengano tra noi, a cui non è rimasta
che la speranza di una lotta che dispera:
non c’è più luce di Natale, o di Pasqua.
Tu, sei la luce, ormai, dell’Italia vera.

—Pier Paolo Pasolini
L’Unità n. 3 a. XVI, 21 gennaio 1961

Sitografia:

http://www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/approfondimenti/il-natale-secondo-pasolini-e-calvino/

https://www.ilpost.it/2023/12/16/natale-gesu-re-magi-babbo-natale-cometa/

https://www.ilpost.it/2023/11/29/betlemme-natale-gaza/

https://www.ilsole24ore.com/art/natale-spese-crescita-13percento-sull-anno-scorso-AFlbU2wB?refresh_ce=1

https://unric.org/it/la-combinazione-letale-di-fame-e-malattie-portera-ad-un-aumento-delle-morti-a-gaza/

https://www.ochaopt.org/data/casualties

https://www.ilpost.it/2023/12/22/morti-palestinesi-obitori/